(Aggiornato il 13.10.2025)

A volte mi chiedono come nascano i miei itinerari. La verità è che non seguo percorsi costruiti da altri, ma lascio che siano i luoghi stessi a svelarsi attraverso simboli, riti, scene di vita quotidiana. Così ogni tappa diventa un incontro, non una lista di cose da vedere. Ci si apre a ciò che un luogo ha da offrire, si scopre una ricchezza che va oltre il visibile. Ogni itinerario diventa un’esperienza ricca di emozioni e connessioni umane.
Ed è in questo che risiede l’unicità dei miei itinerari: spazi cari ai locali, ai margini delle rotte turistiche principali, ma ricchi di storie per chi abbia occhi e cuore aperti. Tra le strade, i mercati, i luoghi di culto della capitale, l’itinerario ci conduce là, dove il passato vive ancora nella vita di ogni giorno.

Gli inglesi la chiamarono Trivandrum, oggi è Thiruvananthapuram, la città sacra di Ananta, il serpente cosmico su cui riposa Vishnu. Ogni settimana, seguendo un piccolo rituale, prendo il treno e mi immergo nella vita urbana. Amo questa città. Mi fermo al chiosco dello street food, poi lascio che i miei cinque sensi mi guidino a piedi. È così che ho costruito questo itinerario, passo dopo passo.

Trivandrum è una città ricchissima di templi

Il walking tour inizia al tempio di Gaṇesh con l’offerta del cocco, simbolo di connessione con il sacro.
Rompere il cocco rappresenta il lasciare andare l’ego e le rigidità interiori, affinché Gaṇesh, il dio che rimuove gli ostacoli, possa aprire prima il nostro spazio interiore e poi il cammino nella citta protetta da Vishnu.

In pochi minuti raggiungiamo Chalai Bazar, l’antico mercato che pulsa di storie dal XIII secolo. Tra i banchi si respira ancora l’eco dei mercanti che un tempo arrivavano dalle vie fluviali, portando con sé racconti di terre lontane.

Nel XVII secolo, il sovrano dello stato principesco spostò la capitale a Trivandrum per vivere a fianco del tempio del Signore Vishnu, protettore della famiglia reale. La città divenne così il fulcro della devozione e del potere.

Chalai Bazar. Un signore socievole ci dà il benvenuto

Per rispondere alle esigenze della Corte e dell’esercito, il mercato si allargò, assumendo un ruolo centrale nella vita commerciale e sociale della città. Chalai bazar, un labirinto di vicoli e strade, accolse mercanti e famiglie di caste, etnie e religioni differenti, giunti dal Tamil Nadu. Tra magazzini di frutta, botteghe di spezie, carretti di incenso e templi sorti accanto a moschee, l’anima dell’India si rivela in ogni angolo, e il suo odore ci accompagnerà per tutto il tempo.

Chalai bazar. Sosta per un chai

Camminando tra i vicoli, scopriremo un rigattiere di antichi oggetti liturgici intrisi di vita passata. Osserveremo i ramai decorare pentolame, i fabbri dare forma in ottone a strumenti sacri, tra odore di metallo e storia.

Chalai bazar
Chalai bazar. Un vecchio magazzino di stoccaggio di cipolle e patate

Giungeremo nel cuore del mercato percorrendo la strada degli orafi, dei mercanti di oggetti sacri e dei fiorai, fino ai banchi del pesce, ai pollai e ai macellai, dove la vita cittadina si mostra nella sua autenticità.

Chalai bazar
Chalai bazar. Si dice che sia facile entrare nei vicoli del mercato ma difficile trovarne la via d’uscita
Chalai bazar. Una vecchia bottega di ramai nei vicoli della capitale

L’itinerario ci conduce al tempio Sree Mahadeva, luogo carico di storie di un lontano passato. Qui si intrecciano vicende legate a un antico sito di insegnamento, alle battaglie tra dinastie del Sud dell’India, al toro Nandi, ai templi abitati da migliaia di serpenti e alla cospirazione contro il re Marthanda Varma di Travancore.

Oltre mille anni fa, il luogo dove oggi sorge il santuario era un centro di sapere, la Nalanda del Sud dell’India. Un’antica Università che richiamava menti da ogni angolo dell’Asia, le prime Università europee aprissero i loro portoni.

Lord Shiva è la divinità principale del tempio, con Vishnu e Brahma in santuari laterali. Si narra che questi furono costruiti sui roghi delle vedove reali che seguivano i loro mariti nell’aldilà con il rituale del “sati”.

Nel cuore della capitale ci immergeremo nel clima solenne del Tempio Padmanabhaswamy, riservato però esclusivamente ai fedeli hindu.

Trivandrum. Venditrici di Diya, lampade di terracotta a cui va aggiunto uno stoppino di cotone, del ghee o dell’olio utilizzate nei rituali

Nel Santuario, dimora il Signore Vishnu che riposa sul serpente Ananta, nella postura del sonno yogico.

Trivandrum. Una scultura del Signore Vishnu nel sonno yogico. Dietro, il tempio Padmanabhaswamy
Tempio Padmanabhaswami. Sculture sulla torre del tempio

Padmanabhaswamy è conosciuto come il tempio più ricco del mondo di cui si abbia conoscenza. Sei cripte segrete celavano, fino al 2011, tesori immensi, e la leggenda della cripta B mai aperta, alimenta il fascino e il mistero del luogo.

Tempio Padmanabhaswamy. Solo gli indù possono entrare al tempio e ricevere il “darshan” dal dio Vishnu

Gli esperti di esoterismo hanno commentato l’apertura della cripta B, menzionando i Mantra di Garuda. Secondo i sacerdoti, aprirla con l’inganno sarebbe estremamente pericoloso e potrebbe provocare disastri su scala globale.

Tempio Padmanabhaswamy. Durante il Regno di Travancore, sotto la torre andava in scena Katakhali
Tempio Padmanabhaswamy. I devoti indossano la veste tradizionale del Kerala. Le donne, il sari Kasavu, gli uomini, il mundu (dothi e copri spalle)
Tempio Padmanabhaswamy. Esso ha la fama di essere il più ricco del mondo
Tempio Padmanabhaswamy. L’interesse per “gli altri” è la caratteristica di maggior spicco

*Nell’itinerario sono previste soste per quanti vorranno consumare cibi e bevande.


Tipologia di itinerario: storico/religioso

Livello di difficoltà: *medio

Durata dell’itinerario: 8 ore circa

Punto di ritrovo: Varkala/Edava

Destinazione: Trivandrum

Come ci sposteremo: viaggeremo come viaggia la gente del posto, vale a dire in treno locale, in autorickshaw e a piedi. Sono spostamenti lenti che fanno parte dell’esperienza quanto le destinazioni stesse. Attraverso questi mezzi entreremo nel ritmo quotidiano dei luoghi. Su richiesta, sarà sempre possibile rientrare in hotel in taxi

Abbigliamento consigliato: rispettoso della cultura del Paese. Scialle copri spalle nei luoghi di culto, pantaloni o gonna che coprano le gambe. Cappellino, sandali facilmente scalzabili

Accessori consigliati: ombrellino parasole, occhiali da sole, borraccia

Quota mezzi di trasporto: da definire. Se sarà possibile verrà anticipatamente comunicata. Dipende dal numero di partecipanti

Altre spese che dovrete sostenere: pasti e bevande, mance, modeste donazioni nei templi, simbolo di rispetto e gratitudine

*Le mance ad autisti e camerieri non sono obbligatorie, ma un’usanza diffusa e gradita

Quota comprensiva di accompagnamento turistico, approfondimento culturale, organizzazione, interamente curati da me: 1 persona 85 euro. Gruppi di 2-3 persone 60/50 euro a testa

*Quota valida fino al 30 aprile 2026