
L’INDIA IN SLEEPER CLASS. LA MIA ESPERIENZA
Sono oltre dieci i milioni di passeggeri che ogni giorno viaggiano nei treni della quarta più estesa rete ferroviaria del mondo. L’Indian Railways (IRCTC) unisce il paese da nord a sud e con le diverse tipologie di classi, ogni carrozza rappresenta un microcosmo indiano, e per uno straniero, una chance formativa che inizia con l’acquisto del biglietto. Scelgo sempre la Sleeper Class, la più vivace delle sistemazioni.
Il popolo indiano è grande viaggiatore: pellegrinaggi e festival, matrimoni e funerali, sono le ragioni che inducono intere famiglie, nonni e bisnonni, ad attraversare l’India, percorrendo migliaia di chilometri e totalizzando decine e decine di ore di viaggio all’interno dello stesso treno. Senza mettere in conto i ritardi! Una volta a bordo, se lo si percorre attraversando le carrozze, è indubbiamente visibile come le differenti classi di viaggio riflettano la suddivisione della società. La sleeper è la più economica delle classi con cuccetta ed è accessibile a chi ha pochi mezzi ma non a tutti.
Viaggiare nei treni in India è un’esperienza straordinaria a cui è meglio prepararsi appellandosi alla pazienza, allo spirito di adattamento e utilizzando un’applicazione sullo smartphone che vi aggiornerà sullo stato del treno e vi sarà di grande aiuto.
Alcuni consigli:
- Prenotare una cuccetta e prendere il treno
- Un po’ di spirito di adattamento
- Cuccette

Prenotare una cuccetta e prendere il treno
Acquistare il biglietto online, dal sito ufficiale delle ferrovie indiane, non è semplice. Vi consiglio di recarvi alla stazione, dove un impiegato lo farà per voi. Nelle maggiori città c’è un apposito ufficio prenotazioni per gli stranieri. Prendete il numero e aspettate che compaia sul display in cima agli sportelli.
Ammazzate la lunga attesa del vostro turno, che può durare anche ore, pregando. Vi può capitare che alle 16.59 vi chiudano lo sportello in faccia congedandovi così: “sono le 17.00 torni domani”.
Se volete saltare la coda, recatevi in una agenzia di viaggi. Ne avete sicuramente una a fianco dell’hotel in cui alloggiate. Pagate una commissione inferiore a 3 euro e avrete il vostro biglietto in pochi minuti.
Lo avrete se ci sarà posto. Tenete a mente che i treni a lunga percorrenza (esempio il Kerala Express che parte da Delhi e arriva a Trivandrum tutti i giorni anche in direzione opposta), vanno prenotati con alcune settimane di anticipo.
Le stazioni delle città sono affollate di giorno quanto di notte, pertanto non abbiate paura di prendere un treno anche in tardissima serata e di fare un cambio in piena notte, neppure se siete donne che viaggiano da sole ma accompagnate da una giusta dose di attenzione di buon senso.

Arrivate alla stazione con largo anticipo perché dovrete accaparravi un facchino (coolie).
Se avete compiuto cinquant’ anni e il vostro bagaglio pesa quanto un macigno, trascinarlo sulle scale per attraversare la passerella sopra i binari, sarà davvero estenuante. Negli ultimi anni le maggiori stazioni si sono dotate di ascensori e scale mobili per facilitare i passeggeri, peccato che mi sia capitato molte volte di trovarle fuori servizio.
Torniamo a parlare del vostro bagaglio. I prezzi sono fissi ma se voi non ne avete idea, e il facchino sa che è così, vi chiederà e gli darete inconsapevolmente il triplo. A me è stato chiesto addirittura il sestuplo. Siete uno straniero e lui ha intuito che siete in India da pochi giorni. Siete il suo pollo. Contrattate.
Avete spuntato un prezzo ragionevole (non riuscirete mai a pagare quanto un indiano) e insieme al facchino che si è caricato il vostro bagaglio sulla testa, raggiungete il settore della banchina su cui fermerà la vostra carrozza, S3 per esempio (lo trovate scritto sul biglietto).
Un jingle desta la vostra attenzione. Una voce femminile in lingua hindi e poi in inglese, annuncia che il vostro treno sta per arrivare ma su un altro binario. Pregate che sia quello a fianco, altrimenti dovrete correre e stavolta portandovi il bagaglio perché a quel punto lì, non troverete un facchino neppure pagandolo il quadruplo.

Un po’ di spirito di adattamento
La porta è davanti a voi. Risucchiati dall’ondata di passeggeri decisi a passarvi davanti, pregustate la vostra cuccetta, specialmente se è tarda sera e non vedete l’ora di farvi una dormita.
Pregate che sia libera. Il sistema di prenotazione non è infallibile, il vostro posto potrebbe essere stato venduto anche ad un altro passeggero fino a chissà quale destinazione. Gli chiedete di mostrarvi il biglietto ma lui finge di non capire. A quel punto sarete certi che vi siete imbattuti in un passeggero che viaggia senza. Pazienza.
Può succedere che la General Class (unreserved – classe senza prenotazione) sia eccessivamente affollata e alcuni passeggeri con biglietto, ma senza prenotazione, si riversino nella Sleeper per non rimanere a piedi. Ho percorso migliaia e migliaia di chilometri in India e francamente mi è accaduto solo una volta. Il timore però che potrebbe essercene una seconda, mi angoscia sempre, quando sono sulla banchina.
Apro una parentesi. In quell’occasione ero alla stazione di Varanasi destinazione Trivandrum.
Oltre 3000 chilometri, 54 ore di viaggio. Non avevo ancora scoperto l’esistenza delle applicazioni che aiutano a viaggiare meglio. Il treno sarebbe dovuto partire alle 22.30. Lo attesi un infinito numero di ore all’ingresso della stazione dove le famiglie indiane avevano steso sul pavimento le coperte. Il ritardo annunciato era di circa otto ore, per loro, tanto valeva dormire. Salii sul treno alle 6.30 del mattino seguente e trovai la cuccetta occupata. Chiudo la parentesi.

Cuccette
La mia preferenza è per la “upper berth” la cuccetta più in cima, ma a cinquant’anni suonati, il sistema di prenotazione ormai mi assegna automaticamente la “low berth”, la più bassa. Categorizza i 50enni incapaci di arrampicarsi sulla scaletta?
È notte, siete finalmente a bordo, srotolate il sacco a pelo, è inverno e state viaggiando nel nord dell’India su una cuccetta bassa lungo il corridoio. Vi consiglio di coprirvi la testa con un berretto di lana prima di coricarvi. I finestrini dei vecchi treni, non si chiudono completamente. Rischiate di passare la notte tra gli spifferi. Sta a voi scegliere se li preferite sulla fronte o sulla nuca.
La notte trascorre tra le sonorità di un dormitorio di settanta passeggeri prenotati ma numericamente siamo molti di più. I dettagli li lascio alla vostra immaginazione. Gli strilli del chaiwala (venditore del Tè/ Chai) vi confermano che si sta facendo giorno, aprite gli occhi, fuori è ancora buio ma i passeggeri con cui condividete il viaggio hanno acceso le luci e vanno avanti e indietro dal bagno al proprio posto. Da stesa e assonnata metto a fuoco la scena. Ma cosa hanno in mano? Spazzolino da denti e pulisci lingua!
Vi piacerebbe starvene nel sacco a pelo fino all’alba ma non potete. La famiglia che viaggia con voi, dieci, tra bambini, adulti e anziani, ha dormito sparpagliata su cinque cuccette e sul pavimento sottostante. Ora ha acceso le luci, aperto i finestrini e vi guarda con insistenza. Intuite che la vostra cuccetta, sulla quale siete ancora appollaiati, in due mosse diventerà un sedile per cinque persone. Se aspiravate a sonnecchiare fino alle nove del mattino dovevate viaggiare in un’altra classe. Nella 3rd Thier AC, per esempio, le sveglie indiane suonano più tardi della mia.
In verità ci sono degli orari stabiliti dalle ferrovie sull’uso delle cuccette come letti.

Viaggiate in un treno indiano a lunga percorrenza, almeno una volta. Sarà divertente. Misurerete i vostri limiti. Avrete molte occasioni di superarli e di essere orgogliosi di voi stessi.
Pur avendo capitalizzato molti chilometri e ore di esperienza in questi termini, l’India e il suo popolo riescono ancora a prendermi in contropiede e a stupirmi, spesso piacevolmente. Le insidie sono sempre in agguato. Faccio una sana risata e registro la lezione.
Le sorprese di un viaggio su un treno indiano non sono finite. Prendi nota e viaggia come se non ci fosse un domani.

